Il video con parte della puntata di Cominciamo Bene Estate del 9 luglio 2007 con ospiti la dott.ssa Cavallo, Petrolati, Gianni Furlanetto, Vincenzo Spavone. Con la dichiarazione della dott.ssa Melita Cavallo (Ministero della Giustizia già T.d.M. di Napoli): "E' un problema culturale, noi Tribunale dei Minorenni abbiamo la cultura del pregiudizio " genitore colpevole niente bambino" - La Onlus di cui si parla è l'associazione Artemisia di Firenze - Da non perdere...
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Cominciamo Bene Estate - Rai 3 - 09 luglio 2007

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La disperazione più grande che possa impadronirsi
 di una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile

 

 



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(Intervista a 
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GIANNI FURLANETTO - WEB SITE

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Ecco... forse la risposta per coloro che mi han chiesto che cosa sia e cosa rappresenti questo blog! Con molta probabilità, alla fine di tutto, questo blog non è altro che una narrazione (una delle tante possibili) della folle crudeltà di un sistema che attraverso la “giustizia” riesce a creare solo dolore e ingiustizia.  

 

 

A TUTTI I PAPA' CHE VIVONO LONTANI DAI PROPRI FIGLI

Questo insieme di pensieri che alcuni amici chiamano sito, altri blog, nacque in un momento particolarmente doloroso e difficile della mia vita. 
La mattina del 4 settembre 2006, infatti, mio figlio e mia moglie si volatilizzarono nel nulla. Improvvisamente, inspiegabilmente, lasciando aperte mille ipotesi: le più tragiche, come quelle di un incidente, qualcosa di terribile insomma. Fortunatamente la ricerca negli ospedali di Firenze non ebbe alcun riscontro ma col giungere della notte ormai si parlava di persone scomparsa e la vicenda si faceva sempre più carica di mistero e sgomento.
Servirono ben 8 giorni perché il "caso" volesse che ritrovassi nel centro di Firenze, davanti l'ingresso della Questura fiorentina, mio figlio e mia moglie.
Da lì, ebbe poi inizio l'assurda, incredibile vicenda narrata e "gridata" all'interno delle pagine di questo spazio web connotato  dal  nome e cognome di chi scrive.... (ehmmm.... mi chiamo gianni furlanetto)
Poi, pian piano, il passare dei giorni, dei mesi, degli anni, mutò l'iniziale disperazione in rabbia e tenacia profonde, le stesse che sempre ritengo importante poter provare di fronte ad una vera ingiustizia. Infatti....

Mio figlio rapito da mia moglie... mia moglie rapita da qualcosa di più grande di lei.
Qualcosa che a distanza di mesi e anni non riesco ancora ad individuare con precisione; sicuramente qualcosa o qualcuno di cui ella si è fidata ciecamente, spinta, con tutta probabilità, da un disagio psichico a cui da sola non riusciva a dare risposta.
Rapita, questo in più certa ipotesi, da faccendieri e professionisti assetati di denaro, strappata via da ideologie aberranti delle quali storie come questa raccontano l'abominevole potere lacerante la vita di innocenti fanciulli.
Sono in tanti a guadagnare dalle tragedie che triturano il cuore dei bambini.
A seguito di quella scomparsa…. un numero di denunce destinato inevitabilmente a crescere. La progressiva presa di coscienza che qualcosa di orribile aveva inghiottito e sta tuttora inghiottendo sentimenti, buon senso… ragionevolezza….
Non sono l’unico padre e nemmeno l’unico genitore a vivere situazioni come questa.
Ci sono tanti uomini che, a causa di una logica folle, che coinvolge un intero sistema che dovrebbe tutelare gli affetti e invece li distrugge, hanno perso ogni contatto con i propri figli.
Casi nei quali si mostra tutta la paradossalità della nostra cultura, una cultura che vive nella logica di identificare nelle separazioni e nel conflitto la soluzione ai conflitti e alle separazioni.

La maggior parte di quanto sta scritto in queste pagine chiama le Autorità, l'Autorità Giudiziaria in particolare, ma anche e soprattutto la coscienza popolare ad indignarsi e ad indagare sull’operato di associazioni – le più disparate – che sono veri e propri centri di potere in cui la parola denaro sostituisce in modo totalizzante qualsiasi principio di etica condivisibile.

Ciò che, nonostante la stanchezza, mi convince ad insistere in questa battaglia contro "il drago del male" è l’amore che nutro per mio figlio e che è grande in maniera inimmaginabile… così come grande è quello  di tanti altri genitori costretti a vivere analoghe vicende..   E' il ricordo delle parole di Kennedy: "prima di chiedere cosa può fare il Paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese"… E' il senso che sta in poche parole: "chi ha vissuto solo per sé, ha sprecato una vita…"

A tutti i papà che dovessero trovarsi a vivere vicende analoghe alla mia, un solo accorato appello: non arrendetevi, non lasciate che qualcuno impedisca a voi di compiere il vostro diritto-dovere di essere padre. Non fatelo per nessuna ragione! 

In Italia ci sono importanti associazioni nate proprio per dare aiuto e supporto a casi come questi, come il mio, come il vostro. Ci sono insomma persone preparate e pronte ad ascoltarvi e a dare una mano, ad indicare concretamente una strada perché la bieca cultura di morte da cui nascono certe ideologie e le loro drammatiche manifestazioni sociali non abbiano a prevalere su quell'archetipo "principio" che vuole un figlio poter crescere insieme ai genitori dai quali ha tratto la propria esistenza. (Elenco Associazioni)
Firenze, 04 maggio 2007 - Gianni Furlanetto

 

 

 

 

POTERI OCCULTI - «Senza una parte della magistratura collusa la criminalità organizzata sarebbe stata sconfitta - ha detto ancora l'ex pm Luigi De Magistris il 18 ottobre 2008 in un'intervista a Sky -. E il collante in questo sistema sono i poteri occulti che gestiscono le istituzioni. Io stavo indagando su questo fronte e ritengo che uno dei motivi principali del fatto che io sia stato allontanato dalla Calabria risiede proprio in questi fatti».

 


affido condiviso | first page... | artemisia e false accuse | domenici | ricorso cassazione pm lastrucci | lettera aperta istituzioni | oggi firenze | papà simone | ipotesi reato artemisia | padre silenzioso | ipotesi reato 110 c.p.p. 
 
interpellanza parlamentare | il cismai non cambia mai | associazione artemisia firenze | condotta criminosa associazioni artemisia e differenza donna | il cismai | l'assozione artemisia teme la verità | legge 54/2006 

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SULLA PATERNITA'....

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FALSI ABUSI

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GE.SE.F.

CRESCERE INSIEME 

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ASSOCIAZIONE ARTEMISIA

C.I.S.M.A.I

DIFFERENZA DONNA

 


NEWS IMPORTANTI

A BRESCIA ASSOCIAZIONE PROMETEO  DISFATTA SU TUTTI I FRONTI (da www.falsiabusi.it)

 

...Sei un papà come me, quindi ti comprendo. Dicono che le stelle ci guardano... Io so che sono gli occhi di bambini allontanati dai papà ingiustamente e sono lassù per guardarci quanto vogliono. Anche tuo figlio fa così...

 

E i figli sono le risposte che la vita dona a ognuno di noi.

Sono loro l’essenza del vostro sorriso.

Sono sangue e carne della vostra carne 

ma non il vostro sangue e la vostra carne.

Loro sono i figli e le figlie della fame che la vita ha di se stessa.

Attraverso di voi giungono, ma non da voi. 

E benché vivano con voi, non vi appartengono.

Affidategli tutto il vostro amore ma non i vostri pensieri:

Essi hanno i loro pensieri.

Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:

Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.

Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:

La vita è una strada che sempre procede in avanti e mai si ferma sul passato.

Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono stati scoccati in avanti.




Kahlil Gibran




« I've seen things you people wouldn't believe.

Attack ships on fire off the shoulder of Orion.
I watched c-beams glitter in the dark near the Tannhäuser Gate.
All those ... moments will be lost in time,
like tears... in rain.

Time to die. »

(Rutger Hauer/Roy Batty)





“Se quello che i mortali desiderano, potesse avverarsi, per prima cosa vorrei il ritorno del padre”: è Telemaco, il figlio di Ulisse a parlare così, nell’Odissea. Egli è una delle prime figure che nelle grandi narrazioni dell’umanità testimonia dell’angoscia del figlio senza padre. 

Dopo di lui, ne vennero molti altri. Ed oggi sono legioni. 

In una mailing list di uomini, cui partecipo, é arrivato questo messaggio: “Non so cosa abbiate voi sul comodino da notte (a parte la radiosveglia e la lampada alogena a bassa tensione). Io ho delle foto incorniciate: una di mio figlio a 2 anni sul tappeto elastico al mare, una, piccola piccola, di me e mia moglie nell'87, felici. L'ultima cosa che ho sul comodino è la foto di mio padre a 23 anni, in piedi, giovane e bello, che suona la fisarmonica in Belgio, nel 52, in un bianco e nero splendido, anni 50, sembra quasi Camus (capelli imbrillantinati pettinati all'indietro), immagine dell'uomo che io non sarò mai. Ogni sera, allungando il braccio per spegnere la luce, incontro il suo sguardo sorridente, e ogni sera lo capisco un po' di più. Perciò, se anche vostro padre non c'è più tenete la sua foto sul comodino, (è bello pensare che vostro figlio farà lo stesso)". 

Questo messaggio parla di un sentimento diffuso: la nostalgia dello sguardo paterno. Di un padre che ti guardi, magari anche da lontano, ma che ti veda, ti sorrida, ogni tanto ti sgridi. Di un padre, anche, mitizzabile, come l’emigrato che suona la fisarmonica in Belgio, di un padre di cui si possa cogliere il gusto per la vita e la fatica, la gioia e il dolore. Di un padre più espressivo dell’impeccabile, politicamente corretto, ma anche rigido, poco emozionato e emozionante: “uomo dell’organizzazione", col quale si identifica l’uomo adulto occidentale dei nostri giorni. Ma soprattutto, c'è nostalgia di un padre più coraggioso di lui, del corporate man, dell'uomo di azienda. Più coraggioso negli affetti, ed in particolare, in quello verso i figli. 

Un padre, insomma che non abbia paura di fare il suo mestiere. 

Questo padre però, come vedremo nel corso di queste pagine, oggi è assente. Innanzitutto perché di solito non ha avuto, a sua volta, un padre che gli insegnasse ad essere tale. Inoltre perché, comunque, la società secolarizzata [1] del divorzio facile, e dell'aborto praticabile senza neppure interpellarlo, non gli lascia grandi spazi per esprimersi. Anzi, in genere, questo padre, già insicuro perché nessuno gli ha insegnato come si fa ad esserlo, viene caldamente pregato, dalla cultura sociale dominante, di tacere sui sentimenti, e sulle decisioni che contano per i figli. Parli pure di soldi, organizzi senz'altro un buon livello di vita per la famiglia, ma per il resto, per cortesia, taccia. 

Per tutte queste ragioni, ed altre che cercheremo di spiegare nel corso di questo libro, il padre è oggi emotivamente assente, spesso addirittura respinto in una grigia terra di nessuno, da cui non può più guardare, comunicare coi figli, né loro con lui . 

Quest’assenza, tuttavia, è inaccettabile. 

La figura del padre è, infatti, costitutiva della creazione, della vita, e del suo sviluppo. Senza una significativa presenza paterna l’organismo vitale tende ad indebolirsi, ed a perdere interesse alla stessa esistenza. Tutto l'umano assume una forma definita, ed acquista il suo dinamismo, nel segno del padre, che lo genera, così come acquista tranquillità e sicurezza affettiva nell’esperienza della madre positiva, che lo accoglie. Ecco perché oggi proviamo, tutti, più o meno consciamente, nostalgia di questa presenza. 

Queste pagine vogliono accompagnarla, questa nostalgia, fornendo nel corso del testo informazioni e ragioni sul suo perché. 
L'intenzione è di contribuire ad una speranza: che il padre ritorni.
 

 

 

Qui ventum seminabunt et turbinem metent


Citiamo l'agghiacciante vicenda del signor Gianni Furlanetto di Firenze, il cui figlio è stato sottratto e addirittura tenuto nascosto per settimane proprio con la collaborazione degli operatori del centro Artemisia, sulla base di presunte violenze subite dalla moglie (indimostrate) e delle relative presunte esigenze di protezione, senza però alcuna ordinanza in tal senso da parte delle autorità giudiziarie.
L'ideologia femminista dunque come una delle radici alla base di tanti provvedimenti assurdi e antidemocratici, che ci portano alla questione dei falsi abusi e della falsa violenza.[....]

Da
http://giustiziaintelligente.blogspot.com/2008/03/femminismo-e-lotta-allabuso.html

 

Madre condannata per "Omicidio Psicologico" ex compagno - Belgio 28/07/2008


 * * * * * 

http://www.antoniodipietro.com/2008/09/

Diciamo NO all’introduzione della discrezionalità dell’azione penale, perché la riteniamo un canale che apre pericolosamente la via ad arbìtri e favoritismi inaccettabili in uno Stato di diritto. Conosciamo la facile giustificazione in cui si rifugiano coloro che propugnano una tale soluzione: l’azione penale già oggi sarebbe rimessa sostanzialmente alla discrezionalità dei vari magistrati per via dei troppi processi che hanno in carico. A costoro rispondiamo: se il problema è l’insufficienza delle strutture giudiziarie e l’esiguità del personale giudiziario e paragiudiziario, allora le si aumentino ma non si rinunci a perseguire i criminali. Per intenderci, se le sale operatorie sono insufficienti non può né si deve dire: Lasciamo morire alcuni ammalati. Bisogna aumentare le sale operatorie ed i medici chirurghi. Così è e deve essere per la giustizia se vogliamo che ad essa facciano affidamento i cittadini. Altrimenti finiranno per farsi giustizia da sé.

 

"Una parte rilevante della magistratura calabrese non è affatto estranea al sistema criminale che gestisce affari di particolare rilevanza in Calabria" Lo ha detto Luigi De Magistris, giudice del Riesame di Napoli, nel corso di un intervista a Sky Tg24


La Costituzione della Repubblica Italiana (formato pdf) - La Costituzione della Repubblica Italiana (Formato html)


CODICE DI PROCEDURA PENALE

LIBRO I - LIBRO II - LIBRO III 

PRELIMINARE - PARTE IV

LIBRO VI - LIBRO IX

LIBRO X E SS.

 

E' normale che esista la paura, in ogni uomo, l'importante è che sia accompagnata dal coraggio. 
Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti.



...Sei un papà come me, quindi ti comprendo. Dicono che le stelle ci guardano, io so che sono gli occhi di bambini allontanati dai papà ingiustamente e sono lassù per guardarci quanto vogliono. Anche tuo figlio fa così. Ciao, a presto. Web/Ste


CASO SANNINO






QUESTI.....
TENIAMOLI IN BLACK LIST!



IL CISMAI NON CAMBIA MAI da http://giustiziaintelligente.blogspot.com 

 

Il 14/03/2008 i servizi sociali di Basiglio (Milano), su mandato del Tribunale per i minorenni di Milano, si presentano in una famiglia e prelevano due fratellini ("Stia tranquilla e non faccia scene, prepari le cose dei suoi bambini e ce li consegni"), per sistemarli in due comunità protette. In casa quel giorno si stava festeggiando il tredicesimo compleanno del maggiore.
Grazie all'impegno del difensore dei genitori, avv. Antonello Martinez (ex fiduciario del guardasigilli Castelli, quello che già provò senza successo a sopprimere i tribunali per i minorenni), la notizia fa il giro d'Italia e solleva univoco sdegno per la fragilità degli indizi di abuso che hanno portato ad un intervento così drastico.

  • [Nota di colore: impressionante la somiglianza di baffi e parole tra l'avv. Martinez ("poteva succedere a chiunque") e Gianfranco Scancarello ("quello che è successo a me, può capitare a tutti"). Separati alla nascita.]
Una dolorosa bolla di sapone, a quanto pare, frutto forse solo di episodi di bullismo e malizie di paese, alle quali gli eccitabili rappresentanti istituzionali hanno velocemente abboccato. Intanto, il 16 maggio è rientrata la bambina, mentre per il rientro del maschietto si è dovuto attendere fino ad oggi.

De "L'errore sui fratellini di Basiglio" stavolta se ne sono accorti perfino sul blog del Movimento per l'Infanzia, pubblicando un nuovo comunicato di Mariella Bocciardo e del noto abusologo milanese Maurizio Bruni di IAD Bambini Ancora, la stessa associazione che l'anno scorso organizzò a milano un maxiconvegno (guest star il procuratore Forno) su "l'epidemia del terzo millennio", al grido allarmistico di "un ragazzo su sei è sessualmente abusato" (basandosi sulle ricerche di Alberto Pellai, che il Movimento per l'Infanzia sta replicando a tappeto nelle scuole di molte provincie).
Adesso che a Basiglio un gruppo di maestre allarmate (e forse deluse per non aver ancora scoperto nessuno dei 3/4 abusati che secondo le loro statistiche dovrebbero trovarsi in ciascuna classe) ha reagito un po' istericamente di fronte al primo sospetto di abuso, avvallate da assistenti sociali e tribunale per i minorenni, leggiamo che proprio il dott. Bruni e il Movimento per l'Infanzia si straniscono e salgono sul pulpito a fare la predica.

Più rilevante l'ottimo articolo "Errore per errore, così nasce una clamorosa ingiustizia" di Luca Fazzo (per Il Giornale del 18/05/08), che pubblica nomi e cognomi di tutti i protagonisti (non è stato il solo) e descrive la spietata indifferenza delle istituzioni e la codardia di coloro che sanno solo ratificare sospetti ("io, nel dubbio..."), meccanismo che è all'origine di tutte le vicende di falso abuso:
  • "i documenti che raccontano la storia di Basiglio fanno ugualmente rizzare i capelli. Perché raccontano la storia di come una menzogna ha preso forma di verità ed è stata presa per buona, passo dopo passo, da tutti quelli che avevano il dovere di controllarla, e che invece non l'hanno fatto. Insegnanti, preside, assistenti sociali, pubblico ministero, giudici hanno lasciato che questa presunta verità vivesse di vita propria e venisse data per assodata, anche se questo voleva dire spezzare una famiglia, togliere i genitori ai figli, i figli ai genitori".
Per ora nulla più che fonti giornalistiche, sembra presto per entrare nel dettaglio delle singole colpe, ma se dovesse essere confermato il suo contenuto, questo articolo resterebbe come manifesto di ciò contro cui stiamo combattendo. Seguiremo la vicenda.

Intanto domani si terrà l'attesa conferenza stampa presso lo studio dell'avv. Martinez, la famiglia adesso promette battaglia: «aspettiamo solo che mio figlio torni a casa, e poi penseremo a regolare i tutti i conti».
E pensare che, fra tutti i casi di falso abuso che stiamo seguendo, questa famiglia di Basiglio se l'è cavata finora con conseguenze quasi irrisorie, se paragonate alle violenze giudiziarie patite da altri.


Lettera a senso unico

Cambiamo (solo apparentemente) scenario.
In occasione delle recenti elezioni politiche (aprile 2008), il Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l'Abuso all'Infanzia (CISMAI) ha diramato dal proprio sito una "Lettera aperta alle forze politiche".
Il comunicato è pieno di buoni propositi e raccomandazioni che non si può far altro che sottoscrivere:
  • "affinché in Italia si rafforzi e consolidi una strategia di prevenzione primaria, secondaria e terziaria del maltrattamento e degli abusi all’infanzia".
Non vogliamo certo screditare il messaggio nel suo complesso e speriamo che i suoi principi ed alcune delle sue richieste facciano breccia nell'azione nuovo governo del paese.

Ci ha però preoccupato leggere nella presentazione dell'iniziativa che il CISMAI "ritiene importante dare voce alle esigenze di bambini e bambine vittime di maltrattamenti, violenza assistita, abuso e sfruttamento sessuale"... anche stavolta solo a loro?
Ci siamo subito domandati se oltre un decennio di contestazioni rivolte al CISMAI sul problema del falso abuso (di cui le nostre non sono che le ultime), avessero finalmente fatto breccia nella loro monolitica crociata, che purtroppo spesso dimentica (e secondo i critici rischia talvolta di facilitare con le proprie procedure) tale grave problema.

Nel leggere questo comunicato, accanto all'esaltazione della propria missione, ci si aspettava dal CISMAI, almeno tra le righe, un segno di maggiore consapevolezza rispetto alle trascorse omissioni:
  • alla direzione del CISMAI si saranno finalmente ricordati del falso abuso e avranno compreso che difendere il giusto processo e le garanzie della difesa, significa anche difendere i bambini dal disturbo fittizio per procura e da altre drammatiche follie familiari e sociali?
Risposta: accipicchia, neanche stavolta!
Ma ci sono, o ci fanno?

- - -

Estrapoliamo due passaggi chiave del comunicato, in cui si sfiora la questione dell'oggettività delle procedure giudiziarie di accertamento dell'abuso, pietra del nostro scandalo. Ecco il primo:
  • (pag. 3, comma 4) "2. per le audizioni e le consulenze i magistrati devono avvalersi di professionisti con una specifica formazione ed esperienza di tipo clinico nell’ambito della psicologia dell’infanzia e dell’adolescenza e dei funzionamenti post-traumatici".
Giusto, ma incompleto ed unilaterale: il riferimento esclusivo ai "funzionamenti post-traumatici", tradisce una attenzione clinica rivolta (come al solito) solo verso gli esiti del vero abuso, che viene dato per scontato.
Nell'appello del CISMAI, viene omessa la raccomandazione affinché i consulenti tecnici dei magistrati siano specificamente formati ed esperti anche sui disturbi fittizi (e su problematiche ad essi collegate: simulazione, sindrome di Munchausen per procura, sindrome da alienazione parentale ecc.), altrettanto fondamentali per saper riconoscere, interpretare e gestire casi di falso abuso.


Anche a questo giro, ai bimbi che soffrono di disturbi fittizi non viene dato ascolto al CISMAI.
Peccato, visto che questa associazione ha un rapporto privilegiato con le nostre procure, nel formare buona parte dei consulenti impiegati nelle operazioni di accertamento degli abusi presunti (attività di cui per statuto il CISMAI in realtà non dovrebbe neppure occuparsi, e da simili svarioni se ne comprende il perchè)
.


- - -

Questo il secondo passaggio contestato:
  • (pag. 5/6, comma 11) "Per quello che riguarda la legge sull’affidamento condiviso (Legge 54/2006 “Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli”), pur in accordo con il principio espresso della bigenitorialità e l'affermazione del diritto dei figli di mantenere un rapporto continuativo con entrambi i genitori durante e dopo la separazione, essa appare caratterizzata dal rischio di una pericolosa semplificazione nella misura in cui intende imporre un unico modello di affidamento per tutte le separazioni. L'imposizione dell'affidamento condiviso a due persone che si trovano ad affrontare una separazione non consensuale con alti livelli di conflittualità pone il rischio di produrre effetti quali innalzamento della conflittualità stessa, strumentalizzazione dei figli e conseguente disagio, tutte le volte in cui la condivisione della responsabilità genitoriale non passa attraverso una scelta spontanea e consapevole. In tale contesto legislativo è necessario che tra le circostanze concrete di esclusione dell'affidamento condiviso -dove cioè questo sia giudicato contrario all'interesse del minore-, rientrino i casi di abuso sessuale e maltrattamenti, compresa la violenza assistita dal minore, (anche se la decisione sull'affidamento dei figli avviene in un momento in cui non risulta accertata la responsabilità penale dell'autore del comportamento violento e pur nella salvaguardia del principio della presunzione di innocenza). In questi casi il farraginoso meccanismo di esclusione e opposizione all'affido condiviso (che prevede l'onere della prova a carico del coniuge che intende sostenere il pregiudizio del minore) può rendere l'affidamento esclusivo intempestivo, tardivo e inefficace (qualora si intenda far coincidere il “pregiudizio” del minore con il momento della “condanna del genitore” autore del reato)".
Passi per la dura contestazione (maldestramente cammuffata) al principio della bigenitorialità, mai ben digerito dalle associazioni femministe presenti nel CISMAI, svilito dietro una perbenista preoccupazione verso la conflittualità familiare. Peccato per loro, che alla bigenitorialità ed all'imposizione del condiviso, si sia giunti proprio per cercare di tagliare le gambe alle più gravi possibilità di conflitto e strumentalizzazione dei figli (PAS, falso abuso ecc.), troppo spesso ratificate proprio grazie alla collusione dei soliti consulenti tecnici schierati "dalla parte dei bambini".


Restiamo tuttavia sgomenti quando leggiamo della nuova soluzione proposta dal CISMAI, ovvero di considerare tutti gli abusi e le violenze dichiarate, addirittura come motivo valido di affidamento esclusivo, prima ancora del loro accertamento in sede giudiziaria.
In sintesi: visto che la giustizia è lenta, dovremmo togliere l'affidamento dei figli ai genitori anche solo in base alle accuse indimostrate dell'ex-coniuge... ma dai? E sì, come no!
Chiunque raccogliesse una simile proposta, dimostrerebbe scarsa conoscenza dei fenomeni umani in corso di separazione coniugale. Mancherebbe del benché minimo buonsenso e pragmatismo, quel legislatore che aprisse una simile autostrada verso i vantaggi dell'affidamento esclusivo, al primo fra i due litiganti che falsificasse segni di violenza o abuso contro l'ex-coniuge (ad esempio inducendo i figli a false dichiarazioni).

L'affermazione che leggiamo è viziata inoltre dalla solita fallacia logica di chi si ostina a dimenticare la parola "presunto" a fianco di "abuso" e pretende poi di proseguire la consecutio del ragionamento come se ciò non importasse. L'impresa giudiziaria viene svilita al ruolo di "ufficio certificati", troppo lento nell'apporre un timbro su preconcette verità.

Al CISMAI dovrebbero infine spiegarci in che modo possa mai essere ottenuta la "salvaguardia del principio della presunzione di innocenza", se nel frattempo capita anche che i figli te li tolgano sulla base di isterismi e calunnie.
L'onere della prova a carico di chi intende far togliere i figli al proprio ex-coniuge, viene presentato con fastidio, come un "farraginoso" meccanismo contrario al benessere dei bimbi.

Sarà forse questo anche il caso del figlio del signor Gianni Furlanetto, che sulla base delle parole dell'ex-moglie veniva nascosto al padre, in un domicilio segreto gestito dall'Associazione Artemisia di Firenze (presso la quale risiede l'attuale presidenza del CISMAI)? Sarebbero simili a queste le soluzioni tempestive che salvaguardano i minori dal "pregiudizio"?



History repeating

I provvedimenti "tempestivi" a cui il CISMAI si appella, ci hanno fatto pensare nuovamente ai modi con i quali venivano allontanati dalla famiglia i fratellini di Basiglio, proprio negli stessi giorni in cui il CISMAI scriveva alle forze politiche.
Del caso di Basiglio ci parla anche Chiara Rizzo in un articolo del 05/05/08 dall'azzeccato titolo "La legge del più isterico", in cui si traccia un collegamento intelligente con l'arcinota vicenda milanese del tassista Marino Viola, quella che pose fine all'epopea del pool del PM Pietro Forno (magistrato "granitico", in forza adesso alla procura di Torino), del quale proprio il dott. Maurizio Bruni (che oggi tuona contro gli errori di Basiglio) fu frequente consulente, periziando anche la figlia del tassista.
Il caso Viola fu quello di un padre ingiustamente criminalizzato, un equivoco che iniziò quando sua moglie si rivolse proprio ai tempestivi operatori del Centro per il Bambino Maltrattato (CbM) di Milano, socio CISMAI e storica culla ideologica dell'associazione e del "sistema Forno". Sua figlia trascorse 5 mesi presso il CbM.

Ciò che l'incisivo articolo di Chiara Rizzo non dice, è che il filo che lega il caso di Basiglio al CISMAI ed al CbM non è certo limitato solo ad una assonanza concettuale con vecchie vicende, ma sembra sostanziato da fattispecie ben più concrete.
Dal sito del CBM scopriamo infatti che:
  • "In seguito alla decisione dei comuni di Rozzano, Locate Opera e Basiglio di assumere le funzioni di tutela dei minori precedentemente delegate ai servizi dell'ASL, dal 2003 il CbM collabora alla realizzazione di un servizio territoriale che ha lo scopo di offrire un supporto professionale ai problemi delle famiglie legati alla crescita, educazione e sviluppo della personalità dei bambini agendo in termini preventivi e riparativi; ha anche lo scopo di affrontare le situazioni più gravi e critiche legate a situazioni di violenza, maltrattamenti e abusi in famiglia. Il Servizio per la famiglia e i minori è composto da quattro équipe territoriali (una per ogni comune del distretto) di cui fanno parte assistenti sociali dei comuni e psicologi del CbM, da un' equipe centrale, composta da assistenti sociali e psicoterapeuti del CbM, specializzata nella valutazione e il trattamento delle famiglie con problemi di maltrattamenti e violenze al suo interno" (...).
Dal Piano di Zona del Distretto 7 ASL Milano 2 (comuni di Rozzano Basiglio Locate di Triulzi e Opera) per il triennio 2006-2008, veniamo a conoscenza di ulteriori dettagli della collaborazione tra CbM e Distretto:
  • (pagg. 71-94) relazione sul Servizio Distrettuale Minori e Famiglia nel precedente periodo 2002-2005 (inoltre a pag. 148 si legge che tra gli obiettivi specifici dell’Ufficio di Piano vi era anche "la redazione dei regolamenti di accesso ai servizi: è stato redatto in collaborazione con il Centro Bambino Maltrattato un Manuale di Funzionamento del Servizio per i Minori e le Famiglie, che regola le modalità organizzative del servizio, le interazioni tra le varie unità d’offerta dello stesso, le procedure per rendere efficienti ed efficaci tali interazioni ed è la prima esperienza di gestione congiunta in cui due contesti organizzativi differenti, quello pubblico comunale e quello della cooperativa CBM, hanno costruito un percorso di integrazione");
  • (pag. 166) nella nuova programmazione per il triennio 2006-2008, si specifica chiaramente che l'ente gestore del Servizio Psicosociale Famiglia e Minori viene costituito sommando la gestione diretta dei comuni e l'appalto alla cooperativa CbM;
  • (pag. 52) a proposito delle insegnanti di Basiglio (il caso venne denunciato ai servizi quando una maestra trovò sotto il banco della bambina un disegno osceno, nonostante palesemente non fosse stato fatto da lei), rileviamo che negli anni scorsi, in collaborazione con la cooperativa CbM "Sono stati attivati corsi di formazione sulle tematiche dell’abuso rivolte agli insegnanti delle scuole materne e primarie presenti nel Distretto".
Riassumendo, i tempestivi operatori sociali e scolastici che sono intervenuti a Basiglio sarebbero coordinati, formati o appartenenti alla stessa cooperativa che nel 1996 intervenne tempestivamente sulla famiglia del tassista milanese: il CbM.
Una storica istituzione, molto prestigiosa nel mondo della tutela, forse tanto da convincere un giudice del Tribunale dei minorenni ad emettere simili provvedimenti tempestivi anche quando «esistono rilevanti elementi di perplessità». Chapeau!

Un'orrenda immagine ci invade: non sarà mica che uno dei fratellini di Basiglio avrà dormito nella stessa stanzetta in cui, dodici anni prima, veniva tenuta la figlia di Marino Viola?

E' impossibile non rilevare infatti un potenziale grave conflitto di interessi, laddove una cooperativa che coordina équipe territoriali che promuovono e realizzano gli allontanamenti, può risultare in grado poi anche di ospitare i bambini presso le proprie strutture.
Ci siamo domandati allora in quali casse saranno finiti stavolta i soldi (ad occhio e croce 10/20mila euro di denaro pubblico sprecato) per le rette residenziali dei due fratellini di Basiglio.

Quale che sia stata la loro destinazione, in nome della democrazia vogliamo davvero augurarci che questi due fratellini non siano stati collocati dall'équipe territoriale di Basiglio proprio in uno dei due centri di accoglienza del CbM (cioè presso sé stessi).
In tal caso, si tratterebbe dell'ennesima ripetizione di un insopportabile scandalo, una situazione che, anche alla luce della inaudita fragilità delle motivazioni per cui si è deciso di prelevare questi due bambini dalla loro famiglia, più che un provvedimento di tutela ricorderebbe un rapimento a scopo di estorsione, compiuto approfittando della distrazione dei magistrati del tribunale per i minorenni.
Speriamo che presto qualcuno possa aiutarci a fugare questo nostro timore.

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Scopriamo inoltre che in alcuni distretti dell'ambito territoriale dell'ASL MI 2 (il distretto 7 è quello che include anche il comune di Basiglio), opera anche la équipe psico-socio-pedagogica della cooperativa sociale "Libera Compagnia di Arti & Mestieri Sociali" onlus.
Il responsabile del "dipartimento tutela" di questa cooperativa è il dott. Antonello Angeli, Segretario nazionale del CISMAI.
A tale proposito va però detto subito che, nonostante la cooperativa operi proprio nel territorio di quella ASL, non ci risulta che essi svolgano nel comune di Basiglio specifiche attività di tutela minorile e anti-abuso.
Segnaliamo dunque solo la coincidenza territoriale, ma senza che con ciò si intenda alludere ad alcuna responsabilità di LCA&MS e del dott. Angeli nella vicenda dei fratellini di Basiglio [daremo spazio a chiunque ritenesse di intervenire sulla questione e fornire ulteriori informazioni].

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Il tassista Viola dopo alcuni anni di tragedia è parzialmente uscito dall'incubo e i fratellini di Basiglio sono rientrati a casa. Purtroppo non è stato così per le centinaia di persone innocenti (in larga maggioranza padri), che nel nostro paese si sono suicidate dopo aver perso l'affidamento dei figli, sulla base di premesse e pregiudizi molto simili.
Evidentemente per alcuni queste lezioni non sono ancora bastate.

Quanto segnalato nella Dichiarazione di consenso in tema di abuso sessuale all'infanzia del CISMAI ("il rischio di trovarsi di fronte a falsi positivi deve essere sempre preso in considerazione da chi si occupa di questa materia"), anche nel loro nuovo comunicato alla politica è rimasta lettera morta.
In tal senso, sei mesi fa avevamo già criticato il comunicato della presidente Luberti sul caso di Rignano Flaminio, così denso di errori e pregiudizio da farci chiedere le sue dimissioni dalla carica e invocare una sollevazione di sdegno dalla base dell'associazione... (mai pervenuti).

I soliti vecchi vizi degli abusologi "a senso unico" del CISMAI.

Ugo

 

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IL CISMAI NON CAMBIA MAI


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