“Quando la casta si incazza…” – di Massimo Bonaventura

“Il potere logora chi non ce l’ha”, diceva il divo Giulio., anche se con questa frase ormai celebre intendeva riferirsi all’invidia che il potere suscita in coloro che non lo detengono.

Ma c’è un’altra faccia del “potere che logora chi….”, che vien fuori quando qualcuno esprime delle opinioni pungenti su un appartenente alla casta (qualunque essa sia, politica, giudiziaria, televisiva etc), facendolo incazzare. Se poi l’incauto critico, pur non avendo offeso nessuno, appartiene ad una piccola ma determinata testata on line, le cose si mettono male.

Questo è ciò che sembra essere accaduto ai redattori del “Legno Storto”, web-quotidiano che ha pestato i calli a nientepopòdimenoche il Dr. Palamara (ANM) e Piercamillo Davigo. La vicenda ha attratto la mia attenzione già qualche giorno fa, quando ho letto un brano di una lettera diffusa da Antonio Passaniti e Marco Cavallotti, titolari della testata, i quali segnalavano:

il nostro giornale sta correndo il pericolo di essere chiuso. Negli purchase prozac online ultimi tempi, infatti, ben due magistrati, cioè il dr. Luigi Palamara e il dr. Pier Camillo Davigo, ci hanno querelato. Per l’esattezza la Procura di Roma ci ha comunicato (attraverso il quotidiano la Repubblica, divenuto ormai il “postino” e il “megafono” delle procure) che ha aperto un fascicolo per le minacce che noi avremmo formulato con questo articolo nei confronti del dr. Palamara. Giorni fa abbiamo poi ricevuto una citazione dal dr. Davigo che ci chiede 100.000 € per risarcimento danni da diffamazione a mezzo stampa per quest’altro articolo , pubblicato da noi il 21 giugno 2009.

Per completare il quadro di quella che a noi pare una manovra per farci fuori dalla rete, circa due mesi fa abbiamo ricevuto un’altra querela dal sindaco di Montalto di Castro – Salvatore Carai del Partito Democratico – che si è sentito diffamato da questo articolo che abbiamo pubblicato su il 27 ottobre 2009. Al di là di ogni considerazione sul merito degli articoli, che agli occhi di chiunque li legga senza volontà punitive riterrebbe duri, certo, ma sempre nell’ambito del diritto di critica, la cosa che lascia esterrefatti è la rapidità con la quale sono state notificate le querele e/o l’avvio di indagini, quando si tratta di magistrati. Una denuncia per diffamazione di un qualunque cittadino verso qualcuno che non appartenga alla casta della magistratura, in Italia, impiegherebbe sicuramente anni per giungere a destinazione. Noi invece siamo chiamati a giudizio (querela del dr. Davigo) il prossimo 28 luglio per un articolo pubblicato il 21 giugno 2009. La giustizia insomma, quando vuole – cioè quando si tratta di uno di “loro” – dà prova di grande celerità ed efficienza: poco più di un anno. Nell’atto di notifica del dr. Davigo c’è applicata un’etichetta con la scritta: “Urgente”. Chiaro il concetto: visto che si tratta di un “pezzo da novanta” della casta (la citazione del dr. Davigo comincia così: «L’odierno attore, attualmente in servizio presso la II sezione della Suprema Corte di Cassazione in qualità di Consigliere…») la giustizia deve fare il suo corso in tempi rapidissimi…“.

E ancora: “Da domani il Web potrà avere una voce libera e liberale in meno, e l’ordine regnerà ancor più indisturbato intorno a una Magistratura che non ammette critiche. È una sconfitta per noi, certo, ma è anche un colpo per tutti coloro che ritengono sacrosanta la raccomandazione di Voltaire: battersi per consentire, a chi la pensa diversamente da noi, di esprimere liberamente la propria opinione. Oggi gran parte della magistratura combatte, non applica la legge, in omaggio al principio etico-politico che spetta ai magistrati il compito di raddrizzare il Legno Storto dell’umanità“.

No comment, ma sull’argomento ci torneremo. Il Legno Storto è una voce sicuramente “non allineata”, e se ha subito chiarissime intimidazioni è il caso di continuarne a parlare……

[Fonte adiantum.it]

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